Nuovi sviluppi nell’ambito dell’inchiesta Halycon, l’operazione dei Carabinieri  che nelle scorse settimane ha portato al fermo di sette persone tra cui il boss Giovanni Lauria e un funzionario della Regione Siciliana accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. 

Agli arresti domiciliari è finito Antonino Cusumano poiché ritenuto responsabile di favoreggiamento aggravato dall’aver agevolato l’associazione mafiosa. Nello stesso provvedimento un’altra persona M.A., è stata raggiunta dalla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria perché ritenuto responsabile del medesimo delitto; M.M. (indagato per lo stesso reato) è stato sottoposto a perquisizione domiciliare. Nell’ambito del medesimo procedimento penale, questa mattina, è stata eseguita l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo nei confronti degli indagati già sottoposti a fermo di indiziato di delitto. LAURIA Giovanni classe ‘40 inteso “il professore”, LAURIA Vito classe ‘70 (figlio di Giovanni), LAURIA Angelo classe ‘74, CASA Giacomo classe ‘55, MUGNOS Giovanni classe ’66, SEMPREVIVO Raimondo classe ‘72 e LUTRI Lucio classe ‘59.

Al centro delle indagini, che costituiscono un’ulteriore fase dell’articolata manovra investigativa sviluppata dalla A.G. di Palermo e dall’Arma dei Carabinieri in direzione della articolazione agrigentina di cosa nostra, è la famiglia mafiosa di Licata al cui vertice, nella qualità di promotore e organizzatore, è risultato essere il pregiudicato LAURIA Giovanni il quale presiedeva a riunioni ed incontri con gli altri associati, gestendo e pianificando tutte le relative attività ed affari illeciti, mantenendo il collegamento con esponenti di altre famiglie di cosa nostra della Sicilia Orientale, al fine di progettare la realizzazione di attività volte ad alterare le ordinarie e lecite dinamiche imprenditoriali.

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