E’ quanto sostenuto dall’Associazione Nazionale Docenti Universitari (ANDU).
E, in realtà, a ben pensarci, i test per il numero chiuso nella facoltà universitarie di Medicina non sono stati mai aboliti. Semmai sono stati sostituiti con altri test.
La nuova legge sul numero chiuso
Difatti, la nuova legge sul numero chiuso a Medicina ha stabilito che gli esami di profitto delle tre materie (in realtà dei normali test) si svolgeranno nella stessa data e contestualmente in tutte le università.
Ciascun esame di profitto consisterà in un normale classico test che potrà essere ripetuto dopo circa 15 giorni (secondo appello).
Si predisporrà quindi una graduatoria nazionale di tutti gli studenti interessati sulla scorta dei punteggi da ciascuno ottenuti. La graduatoria è finalizzata all’assegnazione dei circa 20.000 posti (per gli oltre 60.000 iscritti) disponibili per proseguire nel corso di laurea in Medicina. Gli altri saranno esclusi dal corso universitario di medicina, a meno che non vi si iscrivano nuovamente e, al termine del nuovo semestre-filtro, sostengano e superino gli esami di profitto dei tre insegnamenti previsti.
Che cosa stigmatizza l’ANDU?
Le critiche dell’Associazione Nazionale Docenti Universitari sono raccolte in cinque punti fondamentali, dei quali diamo conto a seguire.
Robotizzazione dell’insegnamento universitario
La sostituzione dell’esame svolto dal docente che ha tenuto il corso con un impersonale unico esame-test nazionale porta -secondo l’ANDU- alla robotizzazione dell’insegnamento.
Inoltre, costituisce un gravissimo e incostituzionale attacco alla libertà dell’insegnamento. Una novella legislativa che lede l’autonomia didattica.
“Si doveva abolire l ‘immondo’ test e invece se ne introducono tre che possono diventare sei” -scrive l’ANDU.
Maggiori costi e molti più ricorsi
Prima c’era un solo test per accedere e continuare gli studi in medicina, adesso nella sostanza ce ne sono tre al posto di uno, con costi superiori e possibilità di ricorsi senz’altro maggiore.
Dopo un semestre di studi e frequenza, scatterà lo sbarramento del numero chiuso che impedirà a oltre 55 mila studenti di continuare gli studi di Medicina. A questo vero e proprio massacro uno studente si potrà sottoporre per tre volte (tre anni).
“Si doveva farla finita con l’industria della preparazione ai test e invece la si rende di gran lunga più florida: preparazione prima dell’ingresso, sostegno allo studio delle tre materie, preparazione ai tre, ma anche sei, test-esame” -aggiunge.
“Si dovevano impedire i ricorsi amministrativi e invece se ne avranno molto di più e molto più facili” -scrive ancora.
Studenti come cavie
“I giovani da troppi anni sono utilizzati come cavie, sottoponendoli a fantasiose e sempre disastrose modalità di ingresso a medicina”- sottolinea il comunicato dell’Associazione Nazionale Docenti Universitari, lamentando che “l’ultima modalità di selezione, che si ispira all’esperienza francese, sarà di gran lunga la più disastrosa per migliaia di studenti”.
E “tutto questo avverrà grazie al supino consenso dato da tutti i partiti, eccetto AVS”- annota l’ANDU.
Per l’ANDU, siamo dunque di fronte ad una modalità di selezione destinata anch’essa al fallimento, come in Francia.
In Francia, d’altronde, questo modello è stato definito un “massacro generazionale”, una “macelleria didattica”, una “catastrofe”, un “calvario”, un “inferno”, una “fossa dei leoni”, una “follia”.
Meglio il sorteggio che la lotteria dei test
L’ANDU ha più volte chiesto di evitare lo scempio del numero chiuso alla francese e ha avanzato dettagliate proposte alternative per superare gradualmente il numero chiuso.
Il sistema prescelto e odiernamente in vigore è -a parere dell’ANDU- così scellerato da far sembrare migliore persino il sorteggio.
Tra gli appelli dell’Associazione Nazionale Docenti Universitari c’è quello rivolto al Senato della repubblica tramite un documento inviato alla Commissione Cultura (cliccare qui per leggerlo).











