Agrigento- 23° Festival Internazionale “I Bambini del Mondo”: dall’8 al 15 marzo 2026
Torna ad Agrigento uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale internazionale dedicato ai più piccoli: il 23° Festival Internazionale “I Bambini del Mondo”, in programma dall’8 al 15 marzo 2026, evento che tradizionalmente apre il celebre Mandorlo in Fiore.

Organizzato dall’AIFA – Associazione International Folk Agrigento, il Festival si conferma una manifestazione di altissimo valore educativo e sociale, come dimostrano i prestigiosi patrocini ricevuti: quello della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, dell’UNICEF Italia e della Società Dante Alighieri.
Gli importanti riconoscimento dell’UNESCO, dell’
Il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO rappresenta un sigillo di qualità e prestigio. Nella nota ufficiale di conferimento, il Segretario Generale Enrico Vicenti ha sottolineato come il riconoscimento sia stato attribuito “in considerazione del valore didattico, culturale e sociale dell’iniziativa”, confermando l’importanza del Festival quale spazio di dialogo interculturale e crescita collettiva.

Anche l’UNICEF Italia rinnova il proprio sostegno a un’iniziativa che da anni vede “I Bambini del Mondo” insigniti del titolo di Ambasciatori di Pace, a testimonianza dell’impegno concreto nella promozione dei diritti dell’infanzia.
Altra importante conferma sono le collaborazioni con la Società Dante Alighieri, sezione di Agrigento e dell’Ufficio Scolastico Regionale
Un messaggio universale di pace
“In un momento storico segnato da profonde incertezze – afferma Luca Criscenzo, presidente AIFA – il Festival ‘I Bambini del Mondo’ torna ad Agrigento per ricordare che la pace non è un’utopia, ma un linguaggio universale che deve unire i popoli. Vedere bambini di culture diverse stringersi la mano e danzare insieme nella nostra Valle dei Templi è la risposta più bella all’odio e alle divisioni. Quest’anno, più che mai, i bambini ci mostreranno come l’inclusione non è un concetto astratto ma un abbraccio tra culture diverse”.

Fin dalla sua nascita, il Festival coniuga folklore, promozione umana e impegno sociale, nel solco tracciato dai fondatori Claudio Criscenzo e Giovanni Di Maida, promuovendo i valori della Pace, della Fratellanza e della difesa dei diritti dei minori.
I gruppi internazionali protagonisti
Saranno sei i gruppi provenienti da tutto il mondo a portare ad Agrigento colori, musiche e tradizioni:
- Costarica – Escuela de Formación en Danza Folklórica Xahila Manzù
- Kirghizistan – Folk Group Jyldyz & Tumar
- India – Nrutyeshwar International Folk Art People
- Macedonia – Anpo Skopje
- Messico – Compañía Infantil Hueyilatoani
- Polonia – Polish Folk Dance Group Szczecinianie
Accanto agli ospiti internazionali, si esibiranno numerosi gruppi locali: Gergent, Oratorio Don Guanella, Fiori del Mandorlo, I Carusi della Città di Agrigento, I Piccoli del Val d’Akragas, Fabaria Folk, Herbessus.
“I bambini aiutano i bambini”
Fedele al motto coniato dal compianto Claudio Criscenzo, “i bambini aiutano i bambini”, prima di dare il via alle esibizioni artistiche, sabato 7 marzo 2026 una delegazione de “I Bambini del Mondo”, insieme al gruppo della Costarica, farà visita ai piccoli degenti del reparto di Pediatria dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, regalando sorrisi, musica e momenti di condivisione.

Il programma inaugurale
La prima giornata ufficiale di spettacoli è fissata per lunedì 9 marzo 2026 al Teatro Luigi Pirandello:
- Ore 9:00 e 11:00 – doppio appuntamento mattutino dedicato alle scolaresche
- Ore 20:30 – spettacolo di apertura del 23° Festival Internazionale “I Bambini del Mondo”
Tra le coreografie e i costumi tradizionali che animeranno la città e la suggestiva cornice della Valle dei Templi, Agrigento si prepara ancora una volta a diventare crocevia di culture, lingue e tradizioni diverse, unite dallo sguardo e dal sorriso dei bambini.
Un Festival che non è soltanto spettacolo, ma testimonianza concreta di come l’incontro tra popoli possa partire proprio dai più piccoli, custodi di un futuro che parla il linguaggio universale della pace.












