Ignoti nella notte hanno profanato il cimitero di via Nazionale a Canicattì.
Hanno colpito almeno dieci cappelle gentilizie e diversi monumenti funerari.
Sono state profanate le tombe del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano, vittime di un agguato mafioso nel 1988.
I delinquenti hanno rubato i vasi in bronzo, maniglie in ottone e statue sacre, causando danni ingenti ancora in fase di quantificazione.
La scoperta è stata fatta questa mattina dagli impiegati del cimitero, che hanno subito avvisato il sindaco Vincenzo Corbo.
Il primo cittadino ha effettuato un sopralluogo e ha allertato i carabinieri, intervenuti per i rilievi e l’avvio delle indagini.
Durissima la condanna del sindaco: «Un gesto ignobile, compiuto da gente senza scrupoli. Mi auguro che i responsabili vengano individuati al più presto».
I carabinieri della stazione locale hanno già trasmesso una informativa alla Procura di Agrigento











