venerdì, 10 Aprile 2026
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    Canicattì: 11 consiglieri per la mozione di sfiducia a sindaco Corbo

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    L’annuncio sembra arrivare come un fulmine a ciel sereno.

    Nella nota appena diramata alla stampa, gli undici consiglieri comunali dicono di aver firmato già la mozione di sfiducia, ma prevedono di depositarla in segreteria comunale il giorno 12 di marzo.

    Si tratta dei consiglieri Angelo Cuva, Gianluca Cilia, Fabio Falcone, Calogero Muratore, Giangaspare Di Fazio, Giuseppe Alaimo, Calogero Restivo e Dario Curto, Daniela Marchese Ragona, Giuseppe Lalicata e Anita Alessi (qui elencati nello stesso ordine con cui si sono sottoscritti).

    Canicattì sta vivendo una delle fasi più critiche della sua storia recente” -dicono. E subito dopo, vanno al sodo con il problema più scottante e d’attualità: quello dell’acqua.

    L’emergenza idrica che da settimane sta mettendo in difficoltà famiglie, attività economiche e persone anziane è stata accompagnata da una comunicazione istituzionale confusa, assolutamente distante dalla realtà vissuta quotidianamente dai cittadini” -spiegano.

    Di fronte a una situazione segnata da disservizi, ritardi e responsabilità mai pienamente assunte, abbiamo ritenuto non più rinviabile un atto politico chiaro e responsabile. La mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Vincenzo Corbo: un documento analitico e costruito nel tempo, nel pieno rispetto delle regole e con senso delle istituzioni” -ragionano.

    Poi, gli undici consiglieri precisano che la mozione di sfiducia -pur firmata- verrà depositata giovedì della settimana entrante.

    Comunichiamo che la mozione di sfiducia verrà ufficialmente depositata il prossimo 12 marzo e fino a tale data sarà disponibile presso l’ufficio di presidenza per eventuali ulteriori adesioni” -scrivono nella nota, annunciando una conferenza stampa che si terrà il 6 marzo alle ore 18:00 presso il Caffè Letterario.

    La norma vigente che regola l’istituto della sfiducia nei Comuni siciliani è la seguente:

     “ 1. Il sindaco e la rispettiva giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dal sessanta per cento dei consiglieri assegnati o, nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, dai due terzi dei consiglieri assegnati, con arrotondamento all’unità superiore.

      1-bis. La mozione di sfiducia nei confronti del sindaco non può essere proposta prima del termine di ventiquattro mesi dall’inizio del mandato né negli ultimi centottanta giorni del mandato medesimo.

    1. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati ed è posta in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione è approvata, si procede allo scioglimento del consiglio ed alla nomina di un commissario”.

    Si annunciano dunque settimane tempestose per la politica canicattinese che potrebbero sfociare addirittura col “tutti a casa” e l’insediamento del commissario regionale con le funzioni di sindaco, giunta e consiglio comunale.

    Nel frattempo, dissesto finanziario e problematiche del servizio idrico integrato stanno lì a sovrastare tra cielo e terra di Canicattì.

     

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