E’ una politica cannibale che divora gli amministratori un minuto dopo averli fatti eleggere o nominare.

Anna Alba è stata candidata dal M5s, gli stessi assessori sono stati scelti dal movimento, la maggioranza in Consiglio comunale è grillina, dovrebbe regnare l’armonia ed invece è guerra fratricida.

Oggi, a tre anni dall’insediamento si dice che alcuni consiglieri si stanno preparando ad abbandonare la maggioranza per disaccordi con la sindaca, si dice ancora che uno o più assessori, per la stessa ragione, abbiano deciso di dimettersi. Si parla, addirittura, di un possibile ritorno degli assessori licenziati.

Appare, intanto, scontato che Anna Alba abbia subito il rimpasto voluto dal M5s e che tale operazione non abbia sortito il risultato atteso dai grillini. Hanno voluto commissariare la sindaca? Può essere, anzi appare l’unica logica motivazione. Ricordiamo che Carlino e Maida sono state licenziate dopo un braccio di ferro durato settimane e conclusosi con il rimpasto.

Ora è difficile stabilire le reali motivazioni delle pressioni del M5s su Anna Alba o su quanto sia quest’ultima “ribelle” nei confronti della sua parte politica, sta di fatto che a pagare è la città che, in una sorta di lotta tra neri in una notte senza luna, non è adeguatamente amministrata. Un assessore imposto non potrà mai avere un ottimale rapporto fiduciario con la sindaca e questa non si sentirà mai libera dalle pressioni del suo movimento o di una parte di esso.

Facciamoci una domanda, Anna Alba è una persona politicamente inaffidabile che mira esclusivamente ai suoi interessi personali? Voglio essere chiaro fino in fondo a costo di farmi un esercito di nemici.

Anna Alba è una giovane madre di famiglia, una professionista con la passione della politica. Per averla conosciuta, una persona perbene, molto riservata e rispettosa della gente, vorrebbe ben figurare, ma è costretta, da tre anni, a scegliere il male minore, piuttosto del bene.

Non ha grande esperienza politica e, mia impressione, è facile preda dei furbi della politica e della burocrazia. In un paese normale potrebbe essere la migliore sindaca, a Favara non può esserlo e deve farsene una ragione. Nessuno può amministrare la nostra città nel migliore dei modi senza l’aiuto di un gruppo di consiglieri attenti e vigili su tutto ciò che accade nel Palazzo e senza il sostegno di una vera maggioranza. Sono trascorsi tre anni, dicevo in un altro articolo, e altri due passeranno accumulando errori e ritardi che peseranno come macigni sul futuro della città.

Allora si inizi a non perdere tempo, almeno, nella chiarezza politica, chi deve andarsene dalla maggioranza lo faccia subito e allo stesso modo chi deve lasciare gli assessorati. Dica, senza indugio, il M5s se l’attuale sindaca fa parte del M5s, cosicché liberi dalle parti che bisogna necessariamente recitare si possa pensare davvero alla città.

I favaresi, dal canto loro, sperano di essere amministrati nel migliore dei modi, pronti a riconfermare la loro fiducia se rincuorati da inversioni di rotta. Nelle attuali condizioni non è possibile continuare e sappiamo tutti che deve scendere in campo la voglia di fare, “liberamente” fare in favore della città.

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